domenica 10 marzo 2013

ATTI MANCATI 13


 I RAGAZZI DELLA IV SPONDA


E questo invece, riletto adesso, mi fa rabbia.
E' una di quelle numerosissime enormità della Storia, passate sotto silenzio, che scompaiono con il venir meno dei loro protagonisti, cui nessuno più offrirà l'opportunità di testimoniare, a meno che ci sia prima o poi - come spero, anche se ormai è tardi - qualcuno più determinato o fortunato di me a trovare ascolto.
Ho lasciato indirizzo, numeri di telefono e e-mail di allora che, nella paginetta, accompagnavano il soggetto. Ovviamente oggi più nulla corrisponde.








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Torino, 25.02.2002


I RAGAZZI DELLA QUARTA SPONDA
Progetto di Pit Formento


Il 2 giugno 1940 quattro navi mercantili partirono da Tripoli stipate di una speciale mercanzia: tredicimila bambine e bambini italiani, figli dei "coloni" stanziati nel deserto libico a maggior gloria dell'Impero.
La loro destinazione era l'Italia per una vacanza coatta - nel senso che nessun genitore aveva potuto opporsi al distacco - della durata di tre mesi, in colonia, organizzata per far conoscere la madre patria ai giovanissimi Balilla e Piccole Italiane.
Rapati a zero, stivati in cuccette sovrapposte dalle quali vomitavano gli uni sugli altri per il mal di mare, vessati da vigilatrici kapò, iniziarono la "vacanza". Che invece di tre mesi, a causa dello scoppio della guerra, durò quattro anni.
Sballottati da un posto all'altro, separati da fratelli e sorelle, travolti dal caos, dalla miseria e dalle vessazioni che la guerra portava, senza nessuno che si preoccupasse di loro, senza notizie della propria famiglia, tredicimila piccoli attraversarono l'inferno.
Una reduce di quell'esperienza ha tenuto un diario, ha riallacciato contatti, ha rintracciato sopravvissuti. E' nata nel 1932. All'epoca aveva solo otto anni, ma una determinazione e un coraggio che la aiutarono a sopravvivere. E a raccontare. La storia di tredicimila adolescenti di cui nessuno sa nulla. "I ragazzi della quarta sponda".



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