martedì 12 marzo 2013

ANCORA A PROPOSITO DI VECCHI CINEMA




Nel post del 21 dicembre 2010, nel racconto "Piazza Castello" della raccolta Whittling, ad un certo punto accenno ad un paio di films visti insieme a mio nonno paterno.






Così come scrivo nel racconto quel nonno rappresentava per me un'imbarazzante fonte di estraneità: autoritario senza essere autorevole, incapace di accattivarsi le simpatie di un bambino come forse erano molti della sua generazione, ma capacissimo di suscitarne l'antipatia, quel lontanissimo giorno della mia infanzia, sicuramente senza nessuna consapevolezza, ma probabilmente solo in ragione del suo ordine mentale che gli aveva fatto consultare preventivamente gli orari - ma la mia è solo una supposizione - mi aveva accompagnato in un pomeriggio di visioni cinematografiche per due films in due sale differenti.



Qui sono ritratto più o meno all'epoca
del momento topico con mio nonno, solo
qualche mese prima, visto che si è
d'estate, e l'episodio cinema è stato
prenatalizio. La nota scritta da mia
madre indica le mie - e sue - felici
condizioni...



...l'unico modo per mettermi di cattivo umore
era costringermi ad una foto ricordo come questa...


Un uomo nato nell'ottocento, la cui fonte di interesse non ho idea di quale potesse essere, ma non certo il cinematografo.
Diffidavo di lui, della sua incapacità di tenerezza autentica, però quella volta mi ha aperto - come ho scritto nel racconto - una prospettiva fondante sul criterio dell'essere spettatore.











E questi i due films di quel fatidico pomeriggio, che grazie ad un uomo di cui non sapevo ne mai saprò nulla, se non che non lo amavo, ho ricevuto una specie di investitura.

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