lunedì 25 aprile 2011

MIX super 8 - N°3




A questo punto credo di aver dato fondo ai residuati a passo ridotto.
Resta  la trascrizione di un ultima, cospicua, bobina che riguarda gli anni dell'infanzia, con presenze di familiari e di amici dei miei, quasi tutti scomparsi, e miei coetanei tutti quasi anziani. 
Vedrò più avanti come utilizzarla. 
Poi, naturalmente c'è l'inesauribile materiale che riguarda la contemporaneità, o perlomeno un'età adulta a partire dall'inizio del lavoro di regista, che si data alla primavera del 1983, e di cui ci sono già i frammenti di "Auàndeba" nel post dell'8 novembre 2010 che inizia con "Tempo fa un amico mi ha prestato un documentario..."
Anche di questo materiale vedrò che uso fare prossimamente.

L'ultimo blocchetto filmati  che metto qui di seguito è costituito di tre parti: la prima è dell'estate del 1980 e malgrado suggerisca una felice dimensione bucolica appartiene al peggior anno della mia vita. 
Devo riconoscere comunque che le ragazze, in quell'estate, mi hanno reso le cose meno ardue.
La seconda parte è stata girata la sera del 6 dicembre del 1981, giorno del mio compleanno, nella casa dove abitavamo Cecilia ed io, in via degli Zingari, a Roma.
Parlo diffusamente di questa circostanza e di alcune delle persone che compaiono nel filmino nel post del 3 febbraio 2011, nella terza parte del racconto "Un mestiere".
Si riconoscono Cecilia, Valerio, Marilù, Edo, Gloria, Billy e Speedy.
L'ultimo brevissimo frammento riguarda Marina. Siamo a casa mia, in Biaulì, nell'estate del 1983.
Nel post del 15 gennaio 2011, nel racconto "Guardia Medica", c'è un resoconto anche di quei momenti, in cui spero affiori tutta la tenerezza che lo ha dettato.





RICONOSCIMENTO

E' uno stato d'animo curioso quello che si ha nei confronti di un blog così come lo sto configurando io. Probabilmente si può organizzare in molti altri modi, che ne permettono il controllo a vari livelli, ma io ora sono solo. Mi hanno fornito i fondamentali e mi arrangio.
Curioso perchè non sai mai chi ti legge, se ti legge. 
Ci sono, certo, amici che mi segnalano il fatto che mi seguono, ma nella maggior parte dei casi hai il sospetto, se non la certezza, che chi ci capita dentro stesse cercando tutt'altro, e ci sia finito fuorviato da parolette chiave che per beffarda coincidenza stanno anche nel mio malloppo.
E' lusinghiero ma subito sospetto quando vedi che ti capitano addosso dalla Corea del Sud o dall'Iran, dall'Ucraina o da Singapore. Più praticabile perchè più indagabile se i passanti sono francesi, americani o danesi. 
E' la rete, mi dicono. E' così.
Un'amica mi ha segnalato che non è riuscita a lasciare un commento e io non so spiegare come si fa, però altri ci riescono, insomma è un casino. 
Forse il bello sta davvero qui, nell'inconsapevolezza da parte mia che mi permette di immaginare ciò che probabilmente non è, e nella libertà di estranei, che magari estranei non sono, di dare un'occhiata e filarsela. 
Probabilmente farei la stessa cosa.
E veniamo al dunque.
So che Speedy ha già provveduto a diramare la notizia, ma per chi non fa parte della sua più che cospicua mailing list segnalo anch'io, perchè così s'ha da fare insiste l'editore.
Giovedì 5 maggio, alla libreria Legolibri di via Maria Vittoria 31, a Torino, presento "Il sostituto".
Lo so che le presentazioni di libri sono terribili e che vanno ormai quasi sempre deserte e vorrei evitarle, cosa che peraltro faccio a più non posso, però forse questi piccoli pellegrinaggi sentimentali in luoghi dove ho trascorso vita e avuto affetti, indipendentemente dal fattore libro che resta più che altro un pretesto, probabilmente mi faranno bene. O male. 
Non so chi legge il mio blog, non so chi ci sarà il 5, ma se vi capita di passare e non mi vedete da vent'anni lascio un indizio per il riconoscimento.



sabato 23 aprile 2011

VIA 22 LUGLIO - PARMA




Questa sequenza di frammenti è davvero brevissima  e apparentemente potrebbe interessare ai soli pochi che ci si riconoscono - e a me già basterebbe - però, al di là dell'aspetto affettivo personale, ha degli elementi utili per chiarire parte del contesto di DUE CANZONI postato l'8 dicembre 2010.
Nel racconto ad un certo punto faccio riferimento al momento in cui il mio innamoramento nei confronti di Luisa si corona con l'intrapresa di una relazione, e mi pare proprio di aver scritto che è successo un mattino, a casa di Sandra Chiari.
Ora, le immagini riguardano quasi tutte la casa di Sandra e sono state girate proprio in quel novembre del 1979, esattamente in quei giorni.
Poi, in coda, per  i pochi secondi in cui Luisa si strofina la testa in un asciugamani, si intravede il bagno di via Andrea Verga, a Milano, "...con le pareti dipinte di un verde amazzonico...", e l'ingresso della sua camera, con il telaio ecc. 
Sono davvero attimi, ma di quel luogo così com'era più di trent'anni fa, a parte il mio tentativo di descriverlo a parole, dubito che resti altro se non nella memoria di chi ci ha vissuto, e allora mi sembra che abbia valore, così come i frammenti finali, che riguardano invece Brompton Square e la casa dove abitavamo. 
Non so se rileggendo "Due canzoni" questa manciata di immagini possa aggiungere qualcosa, mi piacerebbe che fosse così.
Montando questi residuati mi ha fatto tenerezza rivedere molte delle persone che sono riprese ma ce n'è una di cui vorrei parlare ed è la padrona di casa.
Sandra Chiari l'avevo conosciuta nel giugno del 1978, a casa di Alessandra Fornari.








Era appena tornata da Londra. Quella sera indossava una specie di tunica blu e dei sandali indiani ed era la quintessenza di ciò che oggi definiamo cool.
La casa dei genitori di Alessandra aveva, tra gli altri aspetti suggestivi, una specie di superaltana con vetrate che guardavano sui tetti, verso la piazza del Battistero.
Io e Sandra, appena conosciuti, eravamo lì, seduti a terra sulla moquette color panna a chiacchierare sommessamente, quando all'improvviso si era scatenato un temporale furibondo che aveva fatto saltare la luce. 
Sentivamo il vociare degli altri di sotto, nessuno che si muovesse in quell'improvviso buio totale. 
Noi due  ci scambiavamo occhiate alla luce dei lampi. 
E' stato uno dei modi di conoscersi più magici che  mi sia stato offerto.
Col tempo ho avuto modo di conoscere meglio Sandra e di scoprire, oltre al fatto che mi piacesse, che era - e suppongo sia ancora - una persona particolarmente generosa e comprensiva. 
La sua casa era così come la si può intuire dalle poche immagini del filmino: aperta ad infiniti passaggi di gente diversa che una volta lì ci si trovava a proprio agio, lasciandosi contagiare dal sommesso piacere di stare insieme.
La scelta di montare su "Gentle on my mind" è nata pensando a lei e alla sua ospitalità affettuosa, e anche se sarebbe stato meglio usare la versione di Frank Sinatra volevo cantargliela io.
C'est tout.












domenica 10 aprile 2011

MIX Super 8 - N°2




Qui ci sono frammenti non più di film a soggetto ma con situazioni varie.
I luoghi riconoscibili sono Sauze d'Oulx, Sestriere, e un paio di case di campagna, da Simonetta Dolza e dai fratelli Oggero.
In momenti che vanno dall'inverno del '72 alla primavera del '75.




sabato 9 aprile 2011

PROMENADE





Di questo, che si intitolava PROMENADE, non c'è traccia in UN MESTIERE nè in altri racconti di WHITTLING. 
Non è strano, era il solito filmetto girato in mezza giornata più per divertimento che altro, oltretutto in un momento in cui il salto era stato fatto. 
Eravamo a settembre dell'81, io ero reduce dalla prima esperienza con Pupi, mi preparavo a trasferirmi di nuovo a Roma, ero a Rueglio proprio per fare i bagagli.
Gli aspetti curiosi della questione sono che, da un lato, con questo giochetto si chiudeva definitivamente per me la lunga - e bella, devo dire - stagione del super 8. 
Da allora non l'ho più usato, e intanto erano nate le prime telecamere amatoriali, insomma: finita. Dall'altro non ricordo proprio come fossi riuscito a raccogliere intorno a me quel gruppo di persone. Sicuramente aveva dato una mano la casualità. Tre amici cari  e quattro ragazze, ciascuna a suo modo, importanti nella mia storia.
La foto che ci ritrae tutti insieme c'è nel post del 6 febbraio 2011 in cui, con la quarta parte, si conclude  UN MESTIERE, ma è il caso di rimetterla.



Quattro amici e quattro ragazze, fatto comune in una foto di gruppo, solo che le ragazze erano entrate tutte nella mia vita sentimentale e i ragazzi erano tra i miei amici migliori.
Provo ad andare con ordine. Partendo da sinistra, in piedi, Delia G. 
Quando l'ho conosciuta viveva a Parigi dove faceva il mimo e là abbiamo avuto la nostra storia nell'aprile dell'81, che anni dopo ho ampiamente romanzato in un racconto intitolato KHIR e che ancora non so se mai posterò. 
Mi preparavo a tornare in Italia senza sapere che il vento stava girando (nel post di martedì primo febbraio 2011 verso la fine, parlo di quel momento di passaggio senza parlare di lei) poi c'è Agnès B., con la quale in quei tre giorni avevo intrapreso una breve ma molto tenera divagazione amorosa. Di lei, fino ad un paio di anni fa, avevo ignorato il cognome, scoperto ad una cena dove ho rivisto, dopo secoli, Delia.




Delia con Pierangelo e Angela alla
cena di rimpatriata del 2008 e, di
fianco, com'era nell'estate dell'81...



...durante le riprese di PROMENADE


Dopo di lei c'è Speedy e accanto a lui Andrée G., la canadese di cui faccio cenno sempre nel post del primo febbraio. 
Dietro di lei Valerio Z., il mio mentore sul set di Vancini (vedi ancora il post del primo febbraio - seconda parte di UN MESTIERE) ed Elena M., che viveva già a Parigi da anni. Accosciati, io e Pierangelo.
Come sia stato possibile che ci si sia ritrovati tutti lì riesco solo in parte  ad immaginarlo.
Però ricordo che abbiamo trascorso due o tre giorni davvero vivaci. E poi via. Il giorno della partenza lo ricordo bene. Io come sempre me la filavo come scappando da una nave in fiamme, gli altri erano più malinconici. Delia, alla cena recente di cui ho fatto cenno, ricordando che aveva accettato di scendere a Roma con Valerio - dove fossero dirette le altre, chissà - mi ha detto che ricordava che sedevamo in fondo ad un pullman che andava a Milano, dove ci saremmo smistati per le nostre confuse destinazioni, e a un certo punto si era chiesta "Ma che cazzo sto facendo ?". Spesso, in effetti, non è che lo sapessimo con precisione. 


giovedì 7 aprile 2011

IL SOSTITUTO




Dimenticavo di dire che da ieri, in libreria, è uscito questo.
Le affermazioni dei risvolti di copertina e della quarta, per quanto lusinghiere, sono frutto dell'ufficio stampa e non del sottoscritto.
Alla fine di tutto forse la rivelazione che più mi aspetto ( i libri hanno un loro destino fatto di crudele magia, sbeffeggiano campagne promozionali, cicli di presentazioni, a volte persino passaggi televisivi, quindi andrà come deve, et voilà) dicevo, sono curioso di sapere una cosa: vinceranno i neri o i bianchi ?






Dancing Paradise

Per quanto riguarda com'è andata la storia mi pare proprio che nei post del primo e del tre febbraio 2011 ci sia tutto quello che ricordo. 
Manca, mi pare, la segnalazione che avevo con me la Beaulieu e che, malgrado il ruolo di segretario di edizione mi assorbisse completamente, ogni tanto riuscivo a girare dei frammenti di un inconsapevole back stage (faccio presente che era l'estate dell'81 e che le parole back stage o making of trent'anni fa, almeno per me, erano prive di significato).
Mi è piaciuto rivederli in questi giorni, gli amici come quelli che non lo erano. 
E' la prima volta che considero davvero un peccato non esista il sonoro, inteso come presa diretta. Le grida, il casino e tutta quella musica. Bello. Che non c'è. Soprattuto non avrei dovuto interpretare il labiale di Gianni Cavina che si infila in primo piano davanti alla macchina e sillaba "Cecilia". Era davvero un bambinone. Tra l'altro proprio lui, in un inquadratura, impugna la mia Beaulieu. Ce n'era anche un altra sul set, era di uno degli ex musicisti del gruppo giovanile di Pupi, divenuti ormai professionisti affermati ma che quando lui arrivava a Bologna per un film chiudevano studio, impugnavano lo strumento e tornavano ragazzi.

domenica 3 aprile 2011

Rena's super 8 mix




Ieri pomeriggio ho inaugurato una mostra per il 150° ( nel nostro piccolo anche noi abbiamo avuto uno dei Mille ) e poi sono andato in piazzetta Garibaldi, che è un po' un quartier generale, per uno spritz ( strano, non ci avevo mai pensato, ma il quartier generale, a Parma, ce lo avevamo in piazza Garibaldi. Corsi e ricorsi...) insomma ero lì con Lele e Tiziana e intorno a noi si alternavano i passaggi di chi arriva e chi va, di chi si ferma a bere una cosa e di chi intraprende chiacchierate quando mi è suonato il cellulare. 
Non lo sento mai quando c'è tutto il bailamme della piazza ma ieri sera l'ho sentito. 
Era Margherita ( vedi post di sabato 15 gennaio 2011). 
Mi dice che si sta divertendo a vedere i filmetti che sto mettendo nel mio blog e poi prosegue dicendo "Sai, comunque Vincenzo su Facebook di Flowers & Knives ha messo l'originale". 
L'originale ? Ma se li ho distrutti tutti gli originali. 
Con Margherita abbiamo parlato ancora un poco ma io non riuscivo a togliermi dalla testa questo fatto dell'originale. 
"Devi entrare in Facebook, non sai cosa ti perdi !" trilla lei, pur sapendo che non lo farò mai. Quando ci lasciamo approfitto del casino intorno per pensarci su. La ricostruzione è stata faticosa e tra l'altro mi costringe a fare una cosa che non coincide con il mio progetto, vale a dire mi spinge  - ora, qui -  ad attualizzare la confidenza. Nella rievocazione mi va, nel presente meno. Sono fatto così. O sono diventato così, non so. Insomma ci sono arrivato solo dopo, in pizzeria con la Jole e Beppe ( Laura è blindata a casa, con telefoni e computer incandescenti, per l'allestimento del Seventysex Tour). 
Allora, c'è stato un momento, più di vent'anni fa - perchè e da quando ho compiuto 40 anni che non vedo gli amici che avevo allora - in cui, prima di sacrificare nel rituale dello sforbiciamento le bobine di pellicola in super 8, avevo trascritto in U-matic ( un vecchio standard professionale di allora) con il telecinema in dotazione alla Videomark, sicuramente una parte - non ho idea quanta - dei miei filmetti. Perchè ? Pavidità ? Dubbi su un eventuale pentimento di fronte all'irreparabile ? Non lo so. Il fatto è che, fino a  ieri, ero orgogliosamente convinto che tutto fosse andato perduto.
Da quel master in 3/4 di pollice devono invece essere stati ricavati anche dei VHS. Del resto, a ripensarci, Speedy recentemente mi ha scritto che ogni tanto rivede le cose girate insieme, ma credevo si riferisse a "La Morosa" e a "Neve, corvi e turbodiesel" che avevo realizzato per Raiuno. 
Insomma non ci si libera del proprio passato, tantomeno dei reati commessi. 
Mi sento come uno cui comunicano che hanno trovato tracce del suo DNA sul luogo di delitti perpetrati quarant'anni fa. Uno potrebbe anche rispondermi "Perchè allora ti prendi la briga di montare degli scarti e risvegliar fantasmi ?" Bella domanda. Ne parlerò con il mio analista. Ritengo che sia nella mia natura. La pulsione a raccontare, intendo. Era anche, in qualche modo, il mio mestiere. E c'è qualche probabilità che continui ad esserlo. Inoltre i fantasmi non tradiscono mai. Stanno lì in attesa di essere evocati con psicagogica nostalgia. I simulacri che animano questi filmetti abitano un accaduto che è sì un factum, ma che in qualche universo parallelo è tuttora un faciendum. A me piace. Serve. Diverte. Sono messo male ?
Comunque, per tornare a noi, siccome l'operazione è avviata e nell'hard disc degli scarti c'è ancora un sacco di roba ,vado avanti. Tanto non so chi li vede e perchè. 
E magari, la prossima volta che torno in Piemonte cercherò quei nastri in 3/4 che spero nel frattempo - almeno loro - siano svaniti. 




...E invece no. Uno almeno, no. 
Ne ero sicuro. 
Ricordavo di aver portato una trascrizione in DVCAM a Schio di questo girato di Renato B. 
Ci ho messo un bel po' a scovarlo. Mi meraviglia sempre questa capacità degli oggetti di rendersi irrintracciabili anche in spazi circoscritti come un piccolo appartamento. 
Renato me lo aveva prestato e avevo passato anche quello al telecinema, per una copia in giurassico U-matic, ma in quel caso, con l'avvento dei nuovi formati, avevo fatto anche una trascrizione in Beta.
Non era roba girata da me. Suppongo sia questa la ragione per cui l'ho salvato. 
L'ho rintracciato qualche mese fa e ne ho montato dei frammenti per il lancio di Seventy Sex.
Poi magari salterà fuori che anche questo è da una vita su Facebook, e vabbè...