martedì 22 agosto 2017

DIXIE




A volte gli Americani riescono ad essere stupidi da qualsiasi parte stiano, così adesso dei fanatici "anti-razzisti" pretendono la distruzione dei monumenti ai soldati della Confederazione equiparandosi ai cosiddetti suprematisti bianchi. Talebani contro feccia. Peccato che in queste occasioni, contrariamente a quanto è abitudine nazionale, non ne venga fuori una bella ecatombe purificatrice.
Nessuno di loro naturalmente si è preso la briga di leggersi un libro di Storia, la loro storia.
Quella dannata guerra di Secessione che i vincitori Unionisti hanno ammantato di gloriosi buoni propositi antischiavisti altro non era che una guerra economica che il Nord industriale ha spinto per accaparrarsi le risorse del Sud rurale e in parte latifondista. Se questo non fosse accaduto avremmo un America migliore.
Comunque sia la gente di allora ha combattuto da ambo le parti con convinzione e grande coraggio, vanno rispettati e compresi, in particolare i Sudisti. La distruzione feroce e sistematica del loro mondo ha aperto una ferita che suppurando ha prodotto i vermi del KKK prima e i cretini di adesso, ma tutto ha un perchè, da ambo le parti dovrebbero darsi da fare per capirlo, studiarlo e lasciare in pace gli eroi indimenticati e gli "Strange Fruit" che cantava Billie Holiday.





Il comandante "Stonewall" Jackson
e il generale Robert Lee

martedì 8 agosto 2017

Miriam Mode







Oggi è uscito su un blog letterario un racconto di Laura.
Duro, senza scampo. 
A volte mi chiedo dove trovi l'ispirazione per tratteggiare personaggi e situazioni con questa umanità spietata. Se lo chiedo a lei risponde che sono storie che ha sentito, gente che ha conosciuto e  che si prestava a fornire la fisionomia ad un'invenzione.
Prosa secca, mozzafiato.
Proprio brava.


Clicca sul link qui sotto

https://www.lottavo.it/2017/08/miriam-mode-un-racconto-di-laura-bettanin/

domenica 6 agosto 2017

A STRADE PERCORSE 14



Grazie a Speedy dispongo di immagini di una cena a casa sua e della festa per i 70 anni di Roby.
Per ciò che concerne la festa non posso che unirmi al coro di stupore delle amiche che su FB rilevano la sorprendente rassomiglianza tra Roberto e suo figlio, che non avevo mai visto, e in cui ho rivisto suo padre quando era ragazzo.












Quel sorriso a bocca chiusa, quel taglio d'occhi, la postura tutto concorre a restituire Roberto adolescente, per cui mi ha divertito il commento di Lellina su FB...









...che della foto che segue ha scritto che sembra il figlio con una parrucca bianca.










Da segnalare anche quello dell'irriducibile Margherita che ricorda con malinconica ironia circostanze che la legano sia a Roberto che a me. Qui di seguito è ritratta proprio in occasione di una di quelle "circostanze".







In terrazzo da Speedy ho rivisto con piacere qualche vecchia conoscenza - tutte comparsi precedentemente in qualche post -  



 Massimo Ceratto e Paolo Guermani



Vincenzo Natta Soleri



 Roberto Trinchero



Gigi Perotti 



Gigi e Pit - Saint Rhemy 1963



Bene, adesso torno alla ricostruzione certosina dei post censurati da photobucket  che sono molti di più di quanto pensassi, ma non è un'attività sgradevole, anzi, riguardare è una cosa che mi mancava e devo dire che a distanza di tempo sono soddisfatto del risultato. 
E' il viaggio a ritroso più onesto che mi potesse riuscire, poi si sa, la realtà è diversa per ognuno di noi, così quando racconto di accadimenti ci può essere qualcuno che ha un ricordo diverso dal mio, ma i sentimenti che li dettano, a prescindere dall'inevitabile deriva geriatrica, sono sinceri


mercoledì 2 agosto 2017

segnalazione



Sono riuscito a venire a capo della "censura" un po' fellona applicata a molte immagini del blog da parte di photobucket.
Il processo di ripristino è macchinoso e lungo, anche perchè le cancellazioni sono a macchia di leopardo, ma mi permette anche di rivedere post che avevo quasi dimenticato.
In ogni caso sono partito da "Forgotten Feelings 14" citato nel post precedente ( grazie alla rivisitazione del quale ho scoperto con raccapriccio le mutilazioni) e che in qualche modo prelude al prossimo.
Nel contempo ripristinerò - pazientemente e con tempi non brevi - tutto come prima.


 

venerdì 21 luglio 2017

Bella la vita...




Speedy mi ha annunciato che sono in corso preparativi per festeggiare degnamente i settant'anni di Roby Oggero. Mi ha anche assicurato che mi fornirà documentazione della serata.
Non credo di dover aggiungere altro riguardo a Roby oltre a ciò che ho già scritto nel post del 24 luglio 2014 "Forgotten Feelings 14"...












...salvo che dirgli Auguri fratello e grazie per l'allegria.






mercoledì 19 luglio 2017

TURIN D'ANTAN 23



Non ho praticamente trovato immagini di via Carlo Alberto, a Torino, da far risalire ai sedici anni in cui ci ho abitato.
C'è questa foto del ristorante Vittoria che credo risalga ai primi decenni del '900...







...e che miracolosamente è ancora al suo posto come quando ci passavo davanti tutti i giorni senza prestargli particolare attenzione...






...ci sono tornato solo dopo essermene andato definitivamente da Torino ormai da qualche anno, portandoci a cena il mio sindaco che avevo accompagnato per un convegno dell'ANCI.






E visto che sono trascorsi tre anni dalla fine del nostro mandato un'occhiatina affettuosa non fa male.



















A volte ci hanno colti in flagrante stanchezza e tedio - più io che lui...


  




 ...ma ci siamo anche divertiti.



  

mercoledì 12 luglio 2017

TURIN D'ANTAN 22







Lo so che ci siamo già passati in piazza San Carlo...




...e che l'ho già fatta vedere così, com'era ai tempi della mia giovinezza e che ho già scritto dei due negozi che ora non ci sono più, là in fondo, angolo via Roma: Galtrucco sulla destra, Santagostino sulla sinistra.
Però mi piace segnalare che erano là da molto prima che io nascessi...







...ed erano ancora là ai tempi della mia infanzia e adolescenza, e anche questo l'ho gia scritto...






...ma adesso che sto smantellando la casa di Rueglio ho trovato in un paio di bauli in mansarda una pletora di capi d'abbigliamento di cui mi sono disfatto in discarica: si andava dalla mia camiciola del battesimo al mio primo costume di Carnevale da moschettiere, pigiami rosso fuoco di tradizionale fattura da adulto ma minuscoli, camiciole hawaiane che mi portava mio padre dagli Stati Uniti a metà degli anni '50, scarpette da calcio con tacchetti di legno, stivaletti da cow boy e da gaucho (che da qualche parte nel blog però ci sono) e poi magliette...





...giacche con le frange...





...pantaloni scampanati, salopettes, mini pull, "chiodi" striminziti comprati a Parigi...






 ...o giubbotti Lothar che ci eravamo  presi tutti uguali a Saint Tropez nel viaggio in Spagna del '70...











...e addirittura l'abito da marinaretto della mia prima comunione, qui sotto nel giorno della cresima.



  

...compìto, a mani giunte, vagamente estatico, nella penombra di una sacrestia, coperto dall'atteggiamento protettivo del padrino zio Alfredo
L'allarmante letterina che segue l'avevo scritta ai miei nonni in Argentina, allarmante per quel "ho Gesù nel cuore" frutto della mia radicale interpretazione dell'Eucaristia, che chissà da che mi era derivata, non certo dalla mia famiglia distrattamente laica, forse da un missionario zoppo che mi aveva preparato all'evento con suadenze gesuitiche. 
In ogni caso mi sono emancipato, il mio agnosticismo è solidissimo, il mio anticlericalismo è quasi isterico.






E come al solito sono uscito dal seminato. 
Rientro immediatamente. 
Dai bauli in mansarda sono saltati fuori anche capi che avevo dimenticato, uno di quali rimanda proprio a Santagostino di via Roma angolo piazza San Carlo.


    




L'etichetta afferma trattarsi di autentica pelle di gazzella per un panciottino da bambini che adoravo.










Qui sopra lo indosso su una camicia che, a ben guardare, è una camicia con gemelli ai polsini, e questo ci rimanda finalmente alla "Turin d'antan", perchè quei gemelli di smalto che ho ancora...







...mia madre me li aveva comprati in un negozio di abbigliamento per bambini che si chiamava Oxford, in via Santa Teresa...






...ed eccola qui sopra, in un'immagine che avrebbe potuto essere stata scattata proprio in uno dei giorni in cui mia madre mi accompagnava da Oxford, che era al piano terra del palazzo tutto finestre a destra, in fondo, dove l'edificio si affacciava su una piazzetta (suppongo che lo faccia ancora).




 











Via Santa Teresa prima di sfociare in piazza San Carlo interseca via Arsenale...






...e poi, là dove c'è il palazzo alto, incrocia via XX settembre...





...che proprio lì si apre in un piccolo slargo prima di procedere fino all'incrocio obliquo con via Pietro Micca, che è appena iniziata in piazza Castello...






...il palazzo alto là in fondo e lo slargo che, visto dal senso opposto oggi è così...



  


scomparsa l'isola centrale sulla quale campeggiava l'edicola percettibile nelle foto precedenti ingrandite...







...scomparso anche il bambino che indossava quei capi di Oxford, scomparso Oxford, scomparsa la madre che ce lo accompagnava, scomparsa la scimmietta ritratta ancora una volta prima d'essere venduta ad un collezionista...






...invecchiato e acciaccato il quarantenne qui sopra in posa per l'ultima foto con la scimmietta, con barbetta e orecchino che ne farà sessantasette a dicembre.
Vabbé, stasera vado al cinema all'aperto come facevo da bambino e da ragazzino a Noli a vedere "La la land" che non sarà certo "Cappello a cilindro" o "Cantando sotto la pioggia" ma è pur sempre una commedia musicale. 
Tutto passa e tutto resta, tutto cambia per restare uguale. Credi di andare in linea retta e invece tracci un cerchio, magari più volte come se fosse sempre nuovo.
Scriveva un poeta (non sono sicuro fosse T.S. Eliot) che "la fine di tutto il nostro andare sarà giungere là donde partimmo e riconoscere il luogo per la prima volta" o qualcosa del genere...