martedì 30 giugno 2015

PLATTI tre





Il post del 6 maggio 2015 che va sotto il titolo di "Forgotten Feelings 26" andrebbe in realtà considerato come Platti tre.







PLATTI due




Non ricordo nulla di questa giornata.
Se non avessi trovato i negativi penserei di non esserci stato.
Un doppio sul campo di tennis della villa in collina dei nonni di Joe e Titti Zangelmi.
Correva l'anno 1975.






Questa immagine mi permette di ricostruire le formazioni.
Qui sopra Joe a rete e Dado Rossotto al servizio.
Quindi avversari Luca Bossi...






...e Massimo Ceratto
















































Là dietro, sui gradini, spettatori da sinistra Paolo Pastore (o Gigi ? Ho sempre fatto confusione)
Antì Stoppelli, Luca Barbaso e Giugiaro (Giuggi).









Ancora Antì, là dietro.
E poi la fine della partita.







Comunque doveva esserci un bel pò di gente lassù quel giorno.







Franco Torello e in primo piano Ulisse, il cane di Gualtiero Turati.






Ancora Ulisse e dietro di lui Daniele Merighi e Massimo Ceratto.






In quello stesso posto, un anno prima, in piscina, due amiche che non ci sono più.


   
Titti...



...e Mapi



In quel principio d'estate del '74 noi tre abbiamo trascorso giornate e nottate memorabili, che ora sono rimasto da solo a ricordare.














giovedì 25 giugno 2015

PLATTI uno




Tempo fa Speedy mi ha spedito via e-mail un articolo della "Stampa" che annunciava la chiusura di "Platti".
Il poco materiale fotografico di quegli anni mi incoraggerebbe a tentare una rivisitazione, anche se so già in partenza che sarà ardua e lacunosa. 
Ardua perchè sarebbe opportuno essere obiettivi, e lacunosa perchè di moltissimi dei giovani che avevano quel caffè storico di Torino come punto di riferimento quarant'anni fa non so quasi nulla.
Intanto i frequentatori, che se visti nell'insieme parevano appartenere ad un unico variegato gruppo, in realtà erano esponenti di compagini differenti, con osmosi occasionali ma sostanzialmente separate.
Io ci sono approdato nel 1967, un sabato mattino dopo la scuola, in sella dietro a Carlo Boggio Marzet sulla sua Gilera 125 da strada.
Prima di quel momento avevo frequentato saltuariamente un altro gruppo che faceva riferimento alla Rotonda.
Si trattava di una vera e propria rotonda nel cuore della parte più esclusiva del quartiere della Crocetta, un terreno sterrato circondato da una siepe, qualche panchina, una fontanella di quelle che si chiamavano toretti, uno spazio più adatto a giochi di cani che di bambini.
I frequentatori della Rotonda erano soprattutto appassionati di motociclette mentre a me piacevano il mio Mini Bike e le sue caratteristiche circensi, inedite per allora.
In quel periodo avevo avuto un incontro ravvicinato con la gente di Platti. 
Un gruppetto di loro si era imbucato a una festa pomeridiana a casa di Carlo Rasini. Lo avevano fatto con una tale arroganza che ne era scaturita una disputa verbale e loro avevano lasciato il campo.
Tempo dopo, in quel giorno del '67, ero appodato da Platti e sarebbe ridicolo negare che per un ragazzino sciocco, com'ero legittimamente io allora, non si fosse trattato di un traguardo ambito.
Di quei primi anni si può sapere molto grazie al post "Sei giorni fuori strada" del 28 novembre 2010.
In realtà l'epoca di Platti, almeno per me, è durata, con le sue intermittenze date dai miei prolungati soggiorni lontano da Torino, un decennio. Dunque non sarei certo in grado di farne una cronistoria.
Proverò ad andare per frammenti, facendomi suggerire dal materiale fotografico.
Inizierei da qualche anno dopo, nel febbraio del 1974, a Sestriere.








Una specie di seduta spiritica a casa delle sorelle Buffa.
Monica, la più grande, con il pull over bordeaux, Guia Cerutti e Carlo Boggio, fidanzato di Teresa, la sorella più giovane.












Carlo


Fabrizio Ferreri a destra




Monica, Gloria Carabelli e Massimo Ferrero




Gloria, Massimo, Valeria Grattarola Carlo Ferrari
di spalle Carlo e Fabrizio




Proprio in quel periodo era in corso una tresca amorosa tra Massimo e Valeria, della quale credo fossero tutti al corrente tranne che i relativi partners, vale a dire Monica e il sottoscritto.
Ad aprirmi gli occhi era stato Carlo, con un'essenzialità forse un po' brutale, ma nella quale ci avevo visto dell'affetto.
Valeria rendeva pan per focaccia ma quello che non mi sono mai spiegata è l'antipatia tetragona che Ferrero sembrava nutrire nei miei confronti. Chissà cosa ne è stato di lui...




 





 






Le persone ritratte qui sono una piccola rappresentanza della compagine che potrei definire la più altezzosa tra i frequentatori di Platti, anche se tra loro c'erano figure cui sono stato legato da qualcosa che somigliava molto all'amicizia, come ad esempio con Carlo e Fabrizio, dei quali ho già scritto a più riprese in questo blog.










Più o meno un paio d'anni fa ho ricevuto una telefonata veramente inattesa da parte di Franco Nucci, che mi invitava a partecipare ad una festa per la riesumazione di una "plattitudine" che credevo definitivamente dispersa.
A quella festa non sono poi andato - ero bloccato a letto dall'influenza - ma ci sono andati Paolo (Drago) e Speedy, quindi so come si è sviluppata la serata.
Poi, non ricordo chi, mi ha segnalato che in rete di quella serata c'era un video, come anche di un'altra che se non ho capito male riguardava il compleanno di Ceratto e Torello.
Me li sono visti.
Lasciando stare le ovvietà, tre sono gli aspetti che mi hanno colpito.
I primi due sono affini e sono due dichiarazioni, una di Roby Marchisio e l'altra di Carlo Ferrari.
Ora, io sono affezionato a Roby, siamo stati compagni di scuola ( vedi i post "Annuario" '66,'67 e '68 e "Reparto reperti 4" del 9 ottobre 2013 ) e d'avventura sull'Appia terza serie di Carlo Boggio. Aveva spesso degli atteggiamenti un po' burberi da fratello maggiore e responsabile.










In quel video compare ad un certo punto ricoprendo il ruolo di oratore ufficiale.
Traccia un panegirico sulla memoria degli anni di Platti con un'enfasi celebrazionistica degna di miglior causa.
Tutte le dichiarazioni dei partecipanti intervistati a campione, peraltro, compongono un florilegio di smorfie, boccacce, banalità, e capisco che in quelle occasioni sia impresa ardita esimersene, però Carlo Ferrari c'è riuscito.
Nei confronti di Carlo, al contrario di Roby, non nutro nessun sentimento particolare, è uno che ho conosciuto, tutto lì, però l'ironia surreale del suo commento ha riscattato la modesta levatura della serata (almeno come appariva dal filmato).
Non ricordo se in quello o nel video successivo compaiono, nel bailamme di stonate rivisitazioni canore delle hits degli anni sessanta, due signori che non ho riconosciuto e che indossano ambedue pull-overs di Taffelli, quelli che mi pare si chiamassero familiarmente "biscottini". Le variazioni di tinta e tonalità son impercettibilmente percettibili.
Per chi non è di Torino ricordo che Taffelli ha rappresentato per un'eternità una delle boutique da uomo di riferimento per un certo ceto sociale.
E allora sono andato a rivedermi le foto di quel febbraio del '74.



 Massimo indossa quel tipo di pull-over...




...e Carlo anche.



E così mi viene da chiedermi se per loro non sia cambiato nulla in quarant'anni, se il vivere pur se arroccati in una superba presunzione dettata da una specie di diritto ereditario meticcio non abbia aperto varchi empatici, soprassalti di umanità, e preferisco non rispondermi.
Il Ferrari almeno, manifestava già allora un suo umorismo cinico surreale.








martedì 23 giugno 2015

RELAX








La baronessa Eloise di Sassonia-Navarra, da sempre gelosissima custode della sua privacy, è stata finalmente sorpresa dalla macchina fotografica di un reporter che era riuscito a farsi assumere come stalliere.
La baronessa è, come è noto, proprietaria di una prestigiosa scuderia in Carinzia, in cui si selezionano alcuni tra i migliori cavalli da concorso.
In questa località, inavvicinabile per i più, la principessa è solita trascorrere brevi periodi lontana dalla mondanità, rilassandosi in compagnia dei suoi animali preferiti, che monta con la disinvoltura di amazzone provetta.







sabato 20 giugno 2015

OZZANO 1978





Qualche giorno fa ho sentito per telefono Sandra Chiari che mi mette sempre di buon umore, sarà anche per quel suo accento parmense che in lei è "cantato" e mi riporta indietro come una madeleine. 
Siccome pochi giorni prima avevo rintracciato i negativi di una giornata a Ozzano, in piscina a casa di Alessandra Fornari, dove ci sono lei e Cecilia, eccoci qui.




 Sandra Chiari




 Cecilia Rosso




 Sandra e Cecilia




Qui ci conoscevamo più o meno da un anno, io ero ancora un attardato adolescente immaturo ma mi piacevano molto il rigore e la stranezza di Cecilia e la dolcezza svagata di Sandra.
La loro amicizia resiste da allora, anche se hanno fatto vite diverse, così affrontano vacanze di viaggio insieme a quasi quarant'anni di distanza.



 Sandra




 Cecilia




 vorrei sedermi in mezzo a loro
e sonnecchiare cullato dal loro conversare...




Quel giorno a Ozzano non c'erano naturalmente solo loro due ma anche la Cioky e un'amica bionda di cui non ricordo il nome,












Alessandra la padrona di casa e Antì...

















Insomma una combriccoletta estemporanea a fine estate.












Non saprei dire perchè il ricordo di quella particolare giornata è nebbioso, come se per qualche ragione ci fosse stata un motivo di disagio taciuto. Boh...
Quello che conta sono però loro due e l'affetto che mi ispirano.