venerdì 7 dicembre 2012

VECCHIA MOTO, VECCHIA STORIA


L'ho vista per caso, pascolando in rete.
Nell'estate fatidica del 1980 avevo una motocicletta come questa.




Era un'Aermacchi Harley Davidson 350, color bordeaux metallizzato.
Non ricordo quando l'avessi comprata, so che poi, nell'autunno, l'avevo scambiata con un'Ossa Mike Andrews da trial perchè mi sembrava più adatta alla mia vita da montanaro.
Un'Ossa ce l'aveva anche il mio amico Pierangelo e con lui facevamo scorazzate invernali su per i crinali incorrendo anche in disavventure. 
Una volta, nel tentativo di sfuggire ai forestali, siamo stati inseguiti e "catturati" da militi incazzatissimi con le armi in pugno. 
Vivevamo un po' così. 
Nella mia ottica delirante di allora mi pareva facesse molto Appalachi, e forse in qualche modo lo era davvero, nel senso del non senso apparente delle vite condotte da certi personaggi di films o romanzi ambientati su quelle montagne.
Anyway, su quell'Aermacchi Harley Davidson ci portavo la ragazza  di quell'estate.





Veniva da Bergamo e aveva una casa lassù. Aveva quindici anni e io ventinove. Anche questo faceva piuttosto Appalachi.





Andavamo a nuotare al torrente, poi lei doveva rientrare presto e io trascorrevo il resto della notte a cazzeggiare con birra, amici e ragazze più grandi di lei.


 Elena, Pierangelo, Pit e Patrizia - Biaulì 1980


Ricordo la sera che ci siamo salutati perchè tornava a Bergamo, a scuola. 
Lassù le sere erano già fredde, umide delle prime pioggie autunnali. Non sapevamo come congedarci e lo abbiamo fatto come tutte le cose tra noi, quasi senza parole e molta fisicità. Però lo ricordo come se fosse ora, come se quel commiato avesse in sè tutto l'inevitabile svelamento del sapersi soli, dell'essere tutti Firs alla fine del "Giardino dei ciliegi".
Nell'82 ci siamo rivisti.
Io ero tornato a vivere a Roma da un anno e lei era diventata una donna per sempre.
Avevamo finalmente parlato tra noi, delle nostre vite, perchè ce n'era bisogno, perchè ormai si era ambedue nella terra dell'esperienza, che ovviamente non esclude sofferenza o delusione. 
Io mi ci ero abituato, lei era una neofita.
Era ancora più bella di quando era ragazzina, ma la bellezza della spudorata ingenuità che mi aveva regalato un paio d'anni prima, quella era una magia scomparsa.




Poi Pierangelo mi ha detto che i suoi hanno venduto la casa di vacanza e così... 
Col tempo io ho venduto la mia, e anche il Mike Andrews.
Se non altro non c'è più un giardino dei ciliegi dove correre il rischio di sapersi dimenticati.




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