sabato 2 febbraio 2013

CARLO B.M.




Ho raccontato qualcosa di lui in "Sei giorni fuori strada" postato il 28 novembre 2010. 
Poi compare certamente qui e là, anche in un capitoletto di "A sciare".
L'ultima volta che l'ho visto credo proprio sia stata in occasione di una festa nella palestra che allora era di Ciccio Cravetto e Cinzia Nay. 
Gia allora non lo incontravo da anni.
  




Eravamo stati compagni di scuola al Rosmini, e amici fuori dalle mura scolastiche meno di quanto mi sarebbe piaciuto.



In seconda liceo classico al Rosmini, anno '67/'68
Da sinistra Pit, Federico G.O., Carlo, Silvano F.



In cortile, per una partitella di pallone.
Tra noi Paolo F., che è morto a vent'anni
in un incidente automobilistico.


Avevo poi frequentato assiduamente la libreria che aveva aperto con Fabrizio F. ( post 21 novembre 2010 e 26 marzo 2011) in corso Marconi. 
Ci ho trascorso interi pomeriggi senza mai dubitare che loro due stessero mandando tutto all'aria con gli stupefacenti. Interi pomeriggi invernali bellissimi, a parlare di libri, a sfogliarli, a immaginare che, prima o poi, li avremmo anche scritti.
A Carlo avevo fatto leggere un racconto, uno dei miei primi a non essere sacrificato immediatamente dopo la stesura.


 a Sestriere, tra Guia C. e Monica B.


Mi piacerebbe parlare di lui, della simpatia ammirata che mi ispirava, ma ancora di più amerei che qualcuno di lui mi parlasse.
Negli sporadici incontri con la "vecchia guardia" nessuno ha saputo dirmene nulla, se non vagamente.
Quella sera, alla palestra di corso Dante, mancavamo ambedue da tempo all'appello delle amicizie che da quotidiane si erano diradate fino al limite dell'estraneità, e così ci eravamo lasciati assorbire da saluti, rievocazioni e chiacchiere doverose senza dedicarci - come almeno avrei voluto fare io - l'uno all'altro, e parlarci ad armature dismesse, lontani sideralmente da Platti e dai suoi modesti artifici.
Magari, chissà,  prima o poi succederà...

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