giovedì 27 novembre 2014

CARTOLINE 5




Rimango a Noli, incoraggiato anche dal fatto che si è unito a questo blog Andrea, che andava ai bagni Florida e che si era innamorato di Barbara Vita Levi. 
Che delizioso balzo indietro.









Non vado pazzo per le foto acquarellate ma questa qui sopra è l'unica che ho trovato dei "Lido" in cui si gode la vista del terrazzo così come era allora.
E' su quel terrazzo che con Lauretta abbiamo vinto la gara di shake nel '67...















...ed è su quel terrazzo che ho visto per la prima volta una coppia ballare il rock 'n' roll. 
Un segno indelebile acquisito fin da bambino, un po' come la scarificazione dell'antivaiolosa, con la differenza che una è sulla pelle e l'altra è nel cuore.
Tempi in cui, terminate le aste i puntini e le prime faticosissime parole...












 E' sorprendente accorgermi solo ora
 che la prima parola laboriosamente compitata
 in lettere scritte sia stata "cinema". Un verdetto.



...mi stavo ancora avventurando nel laborioso universo della scrittura...




Come si desume dal timbro postale siamo nell'estate del '57
 io ho sei anni e sono reduce dalla seconda elementare.








La cartolina spedita nel '57 a mio padre ritrae un tipo di spiaggia da tempo definitivamente scomparsa. 
In primo piano ci sono i "Bagni Anita", seguono le barche della spiaggia libera, poi i "Bagni Vittoria" e, prima di loro, si individua a malapena la baracchetta che era il bar dei "Bagni Lido".



     



In quest'altra, cliccando sull'immagine per ingrandirla, si può arrivare ad individuare sulla spiaggia un primo consistente fabbricato con muro chiaro e finestra - i "Vittoria" che erano anche i miei bagni malgrado frequentassi una compagnia degli "Anita" - e dopo questi, sulla destra, un grande terrazzo con cinque colonne che lo delimitano sul fronte mare.
Quello dei "Bagni Lido".




"Vittoria" e, a destra, "Lido" con grande terrazzo e minuscolo
edificio che fungeva da bar, qui nascosto dalla vegetazione.




Il terrazzo dei "Lido" era evidentemente destinato ad avere un ruolo per le mie memorie corrusche, perchè oltre all'epifania di un italico rock 'n' roll primigenio e al trionfo nella gara di shake, ci avevo pure visto per la prima volta un tipo con i pantaloni a zampa d'elefante, che può sembrare una cazzata irrrilevante ma in un epoca in cui non erano ancora di moda e rappresentavano una sottolineatura della propria appartenenza beat, per un ragazzino in uscita dalla fanciullezza ansioso di darsi un'identità possibilmente trasgressiva erano stati una folgorazione.
Erano dei bleu jeans come non ne avevo mai visti, stretti di coscia e svasati sul fondo, con le pattine sulle tasche posteriori. 
Li indossava un tipo con i capelli alla beatle che avrà avuto vent'anni e rideva con delle ragazze yè-yè - che  tempi, di innocenza, confusione, e cose mai accadute prima - e io ero rimasto lì, incantato, ad immaginarmi al suo posto.
Sul terrazzo dei "Lido". Dove fino a quel momento non avevo che partecipato ad innocui tornei di calciobalilla.





  


Molti anni dopo mi è capitato di vincere una gara di rock 'n' roll quando ormai quel ballo era un reperto d'epoca, al Pick Up, a Torino, in coppia con Daniela La Rosa che era una ballerina eccellente, al termine di una caccia al tesoro...








 ...e ho indossato pantaloni a zampa d'elefante quando ormai li indossavano tutti..










...e abbracciato temporanee opzioni hippie quando il beat, suo predecessore, era defunto...










E' stato molto divertente, il mondo si è lasciato assaporare come un sorbetto, ma niente ha più avuto la magia di quei brevi stupori che si sarebbero detti destinati a svanire e invece sono ancora qui, per ragioni che non mi so spiegare, limpidi come appena vissuti.














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