lunedì 12 marzo 2012

On the roads of Ireland.

Nel 1991 un imprenditore edile che aveva cantieri in quel periodo soprattutto a Seattle, non ricordo per quali vie era approdato alla Videomark.
Era un signore simpatico, di intraprendenza pirotecnica anche in ciò che non riguardava il suo ambito specifico. 
E' stato lui a mettere i soldi per "On the roads of Ireland".
Lo ricordo alla prima proiezione, a Milano, entusiasta, quasi commosso.
Non aveva voluto comparire nei titoli. Non lo citerò neppure ora. Lui voleva restare nell'ombra, e non credo che le ragioni fossero poco limpide.
Era un tipo così.
Non ho mai più avuto produttori di quel genere, e francamente non mi sarebbe dispiaciuto.
Ho ritrovato la fotocopia di un articolo di Repubblica che si riferisce all'inizio del percorso del film.





Il film ha poi avuto un suo itinerario lusinghiero, partecipando a festivals e ricevendo offerte interessanti per la messa in onda.





Tra gli altri quella davvero memorabile è stata la partecipazione al festival di Nyon, che allora era la rassegna internazionale del documentario più prestigiosa che avessimo in Europa.
E' stata l'unica occasione in cui a fine proiezione, all'uscita dalla sala, eravamo stati avvicinati da compratori di TV straniere.




E poi mi piace questo, che tengo incorniciato in cucina.
E' l'assegno con cui la SRC, un'emittente franco canadese, comprava i diritti di una messa in onda.
La cifra è modesta, ma me li ero trovati io, con trattativa personale.
Come del resto è poi avvenuto con Raiuno.
Queste esperienze porteranno alla nascita della Huckleberry Film, la casa di produzione fondata da me e Laura.
Detta così suona bene, in realtà nessuno dei due aveva abbastanza pelo sullo stomaco per gestire le situazioni produttive nel loro aspetti meno "artistici".
Però è stato bello. Ma è un'altra storia.

Ho montato tre frammenti del documentario, preceduti dalla breve presentazione dell'indimenticato Paolo Giuntella.





E poi un frammento del making of.



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