domenica 19 aprile 2015

Marina, Silverio et les autres.




Rovistando tra le cartelle ho ripescato un paio di articoli di giornali che annunciano la partenza di Silverio (post 8 maggio 2014 "Bye Silver") e mi sono accorto - incredibile che mi fosse sfuggito - che uno, quello di Repubblica.it, è a firma Marina Paglieri.






Così mi sono ricordato che durante l'estate del '74, all'Elba c'erano sia lui che lei.
(Post "Reparto reperti 2" una foto scattata proprio da Silverio  con lei, sua sorella Milly e me tra loro)
Allora sono andato a scartabellare tra i negativi  e ne ho trovati che riguardano proprio quell'estate e - cosa curiosa - passandoli allo scanner mi sono reso conto che di molti non ne ho mai tratto delle stampe. 
Per quarant'anni.






Ad esempio di questo gruppo sullo scoglio alla Fetovaia c'è una versione diversa  sempre nel post "Bye Silver", e forse anche in qualche altro post, ma quest'altra è rimasta in un cassetto da allora, come quasi tutte quelle che seguiranno.



Marina Paglieri sugli scogli




Qui sopra, in basso a sinistra, Silverio














Michele Lessona e Sara Provera



 Lella



Michele, con la mia chitarra, e Lella



 Lella e Ciccio



 Marina






Sopra, sul terrazzo di casa di Lella e Mapi, a Procchio.
Mapi, Ciccio, Lella, un'amica francese e Schatzi.



 Milly di spalle, Marina e Ciccio



Il prossimo scatto è una foto fatta da Silverio, sempre su quel terrazzo.


 Pit e Titti



E chiudo con un fotogramma del rullino dimenticato che ritrae Marina Paglieri, inconsapevole artefice di questa fortuita riesumazione.






Aggiungo che tra l'estate del '74 e l'articolo su Silverio del 2014 c'è stato un altro episodio, nel 1989, che ci riguarda.





Questo articolo, da solo, potrebbe occupare un post degli "Atti mancati", perchè alla fine, alla domanda su quali siano i progetti "immediati" a seguire, ne cito un paio che non ho mai realizzato. Un capolavoro di coerenza...
Comunque sono contento di aver rivisto la combriccola di quell'estate, sorvolando sul fatto che Mapi, Titti, Ciccio e Silverio se ne sono andati e poter dare a Silver un altro ciao.






 

giovedì 16 aprile 2015

ANNUARIO 1964








Partiamo con la sequenzina delle elementari...








Alla pazienza dei "passanti" l'onere di riconoscere qualcuno delle prime quattro classi.


















In quinta ritroviamo Sergio Fina, sesto da sinistra nella fila in alto, Luca Poma settimo da sinistra nella fila di mezzo, Enzo Crolle terzo da sinistra seduto.
Sono gli anni in cui padre Sartori alimentava il vivaio della scuderia di sci, sua incontrollabile passione, e i tre di cui sopra con Joe Zangelmi e Flavio Carnino di prima media A...







...gli davano qualche soddisfazione.









Crolle e Fina

 

Pit e Sergio Fina - Palinuro 1972 



E poi Lele Piovano e Gigi Perotti in prima C...





 




...Gianni Lingua in seconda B...






...Fulvio Tasso, Giorgio Gatti e Walter Massa in terza A...






...Lele Piovano, Pit Formento, Massimo Bullio Dranzon, Dario Botta, Massimo Montuori in terza B...




scatto di maggior qualità






Roby Vola, Luca Bossi, Roby Marchisio e Roby Trinchero,(Giorgio Carezzana assente) in quarta ginnasio...


Roby Trinchero, Giorgio Carezzana e Gianni Lingua accosciato.
Ex allievi ritratti per una partita di foot-ball nel 1970.







In prima liceo Perino e Sicheri, primo e ultimo in prima fila, colonne dello sci club, come vedremo nel '65.
Sicheri l'anno prima mi aveva raccattato al volo, caduto dallo skilift, e mi aveva portato sotto un braccio fino in cima, apparentemente senza sforzo.







...e in seconda liceo Conforti, altro membro della scuderia sci.
Gli aspiranti, i rincalzi o molto semplicemente quelli che era opportuno tenere in osservazione dal punto di vista dello studio durante le vacanze invernali soggiornavano con loro a Saint Rhémy, che aveva una fama di lager estivo per i rimandati...




La casa in estate



indicato con un cerchietto Roby Enrico, che allora ancora non
conoscevamo e che sarebbe diventato nostro compagno di classe 
e amico fuori dalla scuola due anni dopo, in quinta ginnasio.



...ma in inverno era tutt'altra cosa. 
Ricordo che ci divertivamo molto. 
La casa era isolata e comunque Saint Rhémy era un borgo di poche catapecchie per lo più abbandonate, a Natale tutte semisepolte dalla neve.
Si scendeva al mattino fino alla strada dove ci attendeva il pullman che ci portava alle piste e si sciava sia sul versante italiano che su quello svizzero. Di là non si rientrava che al pomeriggio, esausti e come ubriachi di aria rarefatta e assonnata allegria.
Ci si trascinava per la salita che portava alla casa con un fruscio di scarponi slacciati e strusciati sulla neve.
Là ci aspettavano tepore, merenda, un paio d'orette a sonnecchiare in sala studio, una cena rumorosa malgrado i moniti degli assistenti, poi sala giochi e a nanna. Nel bel mezzo del nulla, sotto il silenzio della neve.
Era un po' come essere in Shining però in ottima e rassicurante compagnia.




Abbiamo già visto, nel post precedente, la mappa delle piste e la sala da pranzo.
Qui siamo nella sala giochi, con Gigi Perotti per un torneo di calcetto 
( o calciobalilla, come si diceva allora).







Sulle piste con un istruttore, da sinistra Franco Previdi, del secondo non ricordo il nome, poi Claudio Dente, Pit e Renato Fiorello.

Bene, ci si rivede nel 1965.

domenica 12 aprile 2015

ANNUARIO 1963







Mi rendo conto che è superfluo ricordare che nessuno di quelli che compaiono nelle foto che seguiranno ha meno di cinquant'anni, e che anzi molti sono sui settanta, però non riesco a non costringermi a tenerne conto mentre li guardo. 
Aveva ragione Trotzkji: invecchiare è la cosa che più stupisce l'essere umano.







Ecco la seconda elementare.
Adesso non saprei dire per quale ragione sottolineassi i nomi, verosimilmente per il fatto che per qualche ragione dovevo aver interagito con loro, però l'unico che ricordo di aver occasionalmente frequentato in quel di Sauze molti anni dopo è il fratello di Alberto Cartesegna, il piccolo seduto all'estrema destra.







...e che dire di questa quarta elementare che annovera tra i presenti Enzo Crolle, Sergio Fina e, in prima fila, Franco Previdi.






con Franco e la Wild Bloody Glad family nel 1972








...o di questa quinta con Paolino Riccardi in piedi davanti a padre Perzolli e Flavio Carnino ultimo seduto a destra.




Paolo Riccardi oggi


DIGRESSIONE


Oggi è arrivata questa mail 

Drole  de Vie continua ad aprire sorprendenti varchi nella memoria dei tuoi followers.
Nell estate del '64 fui mio malgrado oggetto delle attenzioni di padre Perzolli famigerato censore del collegio rosminiano di San Rhemy in Val d'Aosta: senza i tuoi amarcord non lo avrei mai più  sentito nominare così come pure gli a me cari Vola,Trinchero,Marchisio e Boggio (di lui però  avevi parlato molto in passato).
Proprio oggi, con ancora nella mente questi ricordi ,ho deciso di sfoltire la mia canuta  capigliatura ; nell 'attesa ,sfogliando una rivista "gossippara",ho trovato la foto di un nostro amico "plattino"in compagnia di figlia e genero!
Un caro saluto
Paolo Drago.







Torniamo al Rosmini e ai suoi allievi.
I fratelli Carnino erano quattro.
Con tre di loro trascorrevo molto tempo in un epoca in cui eravamo piccoli e loro abitavano al piano di sopra.




Noli luglio 1957 - da destra: Pit, Fabrizio, Gigi, Flavio 
e davanti credo proprio fosse il fratello più grande Frediano




Gigi e Flavio erano nella fase della perdita dei denti davanti, che data la natura esuberante dei fratelli potevano essere stati abbattuti a cazzotti.
Sempre nell'annuario del 1963 la classe di Gigi...





...secondo in piedi da sinistra nella fila di centro.
Nella stessa classe compaiono Marini e Porino, compagni di soggiorni invernali in quel di Saint Rhémy, quello citato da Paolo nella precedente digressione che ne suggerisce un altra, desunta dal prossimo annuario, quello del '64, e che riguarda appunto Saint Rhémy.





DIGRESSIONE DUE






 L'edificio d'estate, con indicazione logistica in calligrafia dell'epoca









E proprio qui volevo arrivare, in quella sala da pranzo, a questa fotografia pure un poco sfocata e che ho faticato a ritrovare, che ritrae, da sinistra, Porino, me, Marini e Bedendo della prima B, qui sotto in alto a destra un anno prima - come Porino e Marini - di quel soggiorno a Saint Rhémy.







Ma per andare con ordine tra gli allievi del Rosmini manca all'appello un terzo fratello Carnino, Fabrizio.







Ed eccolo, secondo seduto da destra ad occhi socchiusi, mentre in alto, cerchiato da uno dei miei interventi a biro ( che oggi trovo altamente disdicevoli) Alberto Cartesegna, mentre nella terza B...



  

...in seconda fila con ciuffetto sbarazzino Roby Vola e, accosciati, con dolce vita bianca Roby Marchisio e penultimo a destra Ugo Saccone.






 La prima elementare con Daniele Diverio e Silvio Artero...





...e la terza con Claudio Dente. 
Passiamo alla seconda media A...





...dove troviamo Fulvio Tasso, Giorgio Gatti e, accosciati, Walter Massa (vedi post 26 febbraio 2015) e Renato Fiorello (vedi la vacanza natalizia di un anno dopo descritta all'inizio del racconto nel post del 28 novembre 2010) e poi la seconda media B...






...con Massimo Montuori, Dario Botta, Massimo Bullio Dranzon e il sottoscritto.



una stampa decente




Ora la quarta ginnasio, con Luca Bullio Dranzon, Pigi Cavallo e Umberto Barbera.
In prima fila accosciati ci sono anche Baldi e Camoletto che mi pare di ricordare fossero amici inseparabili e che ho ritrovato sfogliando l'annuario del centenario, in classe con Rui Solaro (post di venerdì scorso), in una loro quinta elementare del '58/'59 con l'onnipresente padre Perzolli.




 Pigi Cavallo oggi

Nella foto qui sotto invece l'insegnante che li accompagna era quello di francese Dino Bedino, caustico e brillante, che ho scoperto molti anni dopo era un artista e autore di un libro "La signora della Tour Eiffel" che mi aveva fatto pensare alla sua gioventù e forse al peso che rappresentavamo per lui con la nostra  chiassosa inconsapevolezza.







Solaro, Baldi e Camoletto da cercare qui sopra



Nella prima liceo che segue compare Conforti che era un componente della scuderia di sci e, credo, anche convittore.







Ed eccoli alcuni dei convittori, per noi strane figure, che al termine delle lezioni non andavano a casa ma in mensa, e poi nelle stanze dell'ultimo piano.






Primo a destra Perino e il più in alto Sicheri, ambedue della scuderia di sci, sulla quale ritornerò con il prossimo annuario.
Un'ultima immagine riguarda una disciplina - il judo - che al Rosmini veniva praticata sotto la guida dal maestro Santino Marcotulli, che anni prima avevo avuto come istruttore alla palestra "Magenta".



  


Ci si rivede nel 1964.