Nel 1989, durante la lavorazione de "La città del dio falco" per Raiuno, non ricordo chi - forse Pierangelo - ha scattato la foto qui sotto.
Soltanto nel 1991 abbraccio definitivamente l'uso della telecamera considerandola finalmente una degna sostituta della mdp.
Succede in occasione delle riprese di "Canti d'infermità", che nasceva in realtà come un filmato istituzionale per la clinica S. Pio X dell'ordine camilliano, a Milano, ma che, per una concomitanza di ragioni che rivelano disegni affascinanti del Fato, diventa uno dei "miei" film.
In quella clinica scopro che sta morendo padre Turoldo.
Il primo incontro con lui data un bel po' di tempo prima, e per ragioni diverse, ma quando gli chiedo di farmi da Virgilio in quel viaggio tra il dolore e la speranza lui risponde solo "Dov'è la telecamera ?".
Per un quadro esauriente dell'intera faccenda vedi il post del 22 settembre 2012.
Su youtube "Turoldo canti d'infermità".
Nel 1992 dunque, come racconto nel post del 22 settembre 2012, parto con l'avventura di "Cercando Francesco"...
Assisi, durante le riprese.
Claudio Meloni direttore della fotografia,
Pit e Laura.
Non tralasciavo però lavoretti meno significativi...
Sempre nel 1992. Realizzazione di
quindici "ritratti" per la campagna
elettorale del P.d.S.
Quando poi, nel 1993, Laura è stata chiamata a occuparsi di produzione nel film di Olmi sulla Genesi mi sono trovato ad accarezzare nuovamente l'idea di poter fare qualcosa da solo.
L'esperienza dei "Cosacchi" mi era piaciuta, così mi sono proposto per la realizzazione di un back stage sul film di Ermanno.
Laura era partita dopo ferragosto e non sarebbe rientrata che a Natale, allora mi sono organizzato perchè la separazione non fosse così protratta.
Avevo scoperto l'esistenza a Livigno di un porto franco dove non si pagava l'iva e un giorno sono partito e sono andato a comprarmi una nuova piccola telecamera, una Sony Hi8 CCD-VX 1E, l'ho corredata di un'ottica tele dedicata, di un cavalletto Cartoni a testa fluida e di una steadycam jr.
Sono ripartito da Livigno con un periplo macchinosissimo suggerito dai rivenditori per evitare i controlli dei finanzieri e sono arrivato a casa di notte, ma con un'attrezzatura che, per allora, era di tutto rispetto.
Ho raggiunto la troupe in Marocco e qui il produttore esecutivo mi ha proposto di girare il mio lavoro per loro, mi hanno sottoposto un contratto ed è nato "Sul set della Genesi", che in una versione ridotta è finito persino al Festival di Venezia, accompagnato al film di Ermanno.
ottobre 1993
con la steadycam jr
Il post del 30 settembre 2012 illustra con un montaggino "di famiglia" tratti salienti di quell'esperienza.
Nel 1993 al Gran Sasso per un documentario
del quale, cosa per me inaudita, non ho seguito
il montaggio.
Naturalmente ho continuato a realizzare filmati in modo tradizionale (vedi post del 23 dicembre 2011 "Pit spot" - 12 gennaio 2012 "Music walks" - 17 gennaio 2012 "L'arte si fa strada" e, soprattutto, "Films ritrovati !", post 22 ottobre 2011 che riguarda L'altra metà del cielo dove si racconta anche la nascita del progetto ).
1997 - Stoccolma, sul mare ghiacciato, per "L'altra metà del cielo".
Direttore della fotografia Paolo Centoni.
Nella Death Valley, California, sempre durante le riprese de
"L'altra metà del cielo"
Nel frattempo l'esperienza sul set della "Genesi" mi aveva suggerito che una nuova strada percorribile potesse essere davvero quella di organizzarmi come una "one man band".
L'occasione si è presentata nel 1998, per la realizzazione di un documentario su Schio che Laura aveva proposto all'amministrazione della città.
Dopo aver venduto la Sony Hi8 e in seguito ad una nuova gita a Livigno, questa volta in compagnia di Laura, Paolo Centoni e sua moglie Claudia, mi ero attrezzato con una nuova telecamera digitale Canon XL-1, un'ottica supplementare grandangolare, microfoni Sennheiser e un videoregitratore portatile Sony DSR V 10 P con monitor che mi avrebbe permesse un controllo in tempo reale del girato.
All'inizio alcune situazioni le ho affrontate con due camere, la mia Canon e una Betacam affidata a Paolo, poi, visto l'equilibrio dei risultati, ho proseguito da solo, e ne è venuto fuori un lavoro di cui vado piuttosto orgoglioso ancora adesso.
...con la Betacam...
...e con la Canon...
Non bisogna dimenticare che, nel frattempo, con l'avvento del montaggio non lineare, Avid e poi Final Cut & compagnia, c'era stato un ritorno ad un sistema di edizione molto più simile a quello originale della moviola, una snellezza e delle possibilità d'intervento sul girato inimmaginabili prima, che favorivano le soluzioni "minimaliste" cui intendevo affidarmi sempre di più.
Io da solo ad occuparmi di regia, riprese, suono e montaggio.
C'era già un sacco di gente che lo faceva e io avevo il vantaggio di poter contare su Laura quando occorreva una presenza produttivo/organizzativa o anche al montaggio.
Così nel '98 abbiamo fondato la "Huckleberry Film" ( il nome è il risultato di uno dei sapienti giochi di parole di Laura. )
Nel frattempo "L'altra metà del cielo" aveva vinto il primo premio alla rassegna del documentario italiano a S. Benedetto del Tronto e, come vincitore, ero stato invitato a presentare il film ad un incontro dello European Documentary network a Lisbona.
Là ho conosciuto una giovane produttrice romana, Cosetta Picchetti, ed è stato con lei e Laura che nel 1999 ci siamo lanciati nell'avventura di "As long as the grass shall grow and the rivers flow" (vedi post 22 gennaio 2012).
...e la buona vecchia Canon ha sostenuto
gloriosamente la sua parte...
In the middle of nowhere.
Di spalle Lawrence Swalley della polizia tribale di Pine Ridge -
South Dakota -
che mi aveva arrestato prima che diventassimo amici.
...un attraversamento di bisonti poche miglia
oltre Mc Laughlin...
Un formidabile piccolo danzatore al pow wow
di Bear Soldier - North Dakota.
La Canon XL-1 a Bismarck, il 4 luglio.
Dopo l'esperienza nelle Grandi Pianure mi ero completamente adattato al nuovo sistema di realizzare film, per cui quando nel 2000 Gabriele Vacis e Roberto Tarasco mi hanno proposto di girare un documentario sulla lavorazione di un loro spettacolo - Le Fenicie - ero pronto.
Così è nato "Ma come è cominciato tutto questo ?"
Non ci sono fotografie di quel lavoro ma c'è un frammento video nel post del 4 novembre 2011, anche quello girato con la Canon.
Poi, nel 2001, è stata la volta di "Fred".
In Alsazia, dove avevamo rintracciato Fatima Robins.
A Rimini, sulle evanescenti tracce degli Asternovas.
Nel post del 20 ottobre 2011 tratto l'argomento Fred, e su Wikipedia, alla voce Fred Buscaglione, nei "collegamenti esterni" ci sono "note sul documentario Fred" in cui compare anche un frammento del doc.
Quest'anno se ne è andato Alberto.
Nel 2003 con la Huckleberry Film e per la Regione Piemonte avevo girato "Due o tre cose che so di loro" in cui lui era uno dei quattro cineasti torinesi ritratti.
Girato sempre con la Canon.
A questo punto mi rendo conto che la mia produzione di quel periodo, e di quella immediatamente successiva, per qualche ragione che non saprei dire, una specie di negligenza, o di indifferenza testimoniale, non ha memorie fotografiche.
Di lavori come "Far from west" o "Riello" o "Tracce di polvere" non ho postato brani e non ho immagini.
E' come se, ad un certo momento, mi fosse venuta a noia l'idea di accumulare supporti per eventuali rievocazioni documentate, che sono poi la chiave di tutto questo blog. Però è così.
Vabbè...nel 2004 Gabriele e Roberto mi chiamano di nuovo, questa volta per una superproduzione del Teatro Stabile di Torino, una riduzione del Whilelm Meister di Goethe.
Ne nascerà "Lungo viaggio verso casa", un film di 5 ore trasmesso a puntate da La7 ( nei post del 9, 10 e 11 ottobre 2011 ci sono frammenti di interviste che precedevano le messe in onda).
Alla Cavallerizza
E' stato nel corso di quella lavorazione che ho prima affiancato, e poi definitivamente sostituito alla Canon XL-1 una Panasonic 100AG e il cavalletto Cartoni con un Sachtler.
Così eccoci alla fine, magari un po' frettolosamente ma il fatto è che, all'improvviso, ho voglia di buttarmi tutta la questione alle spalle.
Negli ultimi anni era come se avessi la percezione che la mia esperienza con l'audiovisivo stesse raggiungendo un punto di cesura.
Nel 2007 ho girato "I laboratori del possibile" un documentario sui mediatori culturali.
con la Panasonic
Nel 2008 è stata la volta di "Nel loro modo" ( vedi post del 5 aprile 2013).
L'anno dopo mi hanno chiamato a fare l'assessore alla Cultura e l'incompatibilità con il mio lavoro di documentarista si è palesata abbastanza rapidamente.
Mi sono disfatto senza rimpianti di telecamera, parco luci, microfoni, monitors e ammennicoli vari e sono trascorsi cinque anni piuttosto intensi.
Bella esperienza.
Adesso è finita.
Un mese fa, proprio mentre mi dibattevo semivigile in un reparto di rianimazione dopo due interventi chirurgici di cui il secondo decisamente drammatico, ci sono state le elezioni amministrative.
Non che la cosa mi toccasse granchè, tutte le mie energie, consapevoli e non, erano dedicate al sopravvivere.
Non mi ero candidato la prima volta - avevo ricevuto la proposta dal sindaco ad elezioni avvenute - nè tantomeno l'avevo fatto in questa occasione, in cui tra l'altro la compagine di centro sinistra, padrona della citta da decenni, vincente al primo turno, è stata beffata al ballottaggio da una lista civica di destra.
Così eccoci qui, dopo questa lunga - forse troppo - carrellata riepilogativa, in attitudine convalescenziale, debole come un anatroccolo ma sorprendentemente di ottimo umore.
Non so se mai mi riattrezzerò per girare, non si può mai dire, però ho una serie di altri progetti abbastanza intriganti.
Mi pare sia stato Whitman a suggerire "Non seguire il sentiero, va dove non c'è e tracciane uno".
Nel mio piccolo gli ho sempre dato retta.