giovedì 19 luglio 2012

eventi estivi

Ieri conferenza stampa all'ex Lanificio Conte per "Suicide parade".


Pit


Vitaliano




 

Lidia Pit e Vitaliano


Michele Pit e Vitaliano


Stefania e Filippo






...temibili le unghie della giornalista...


E prima era partita la gran kermesse di "Pulsart"...







Con le sue variazioni diurne...











...e notturne...


















Ieri pomeriggio, dopo la riunione di giunta, io e Stefano eravamo andati a farci un caffè e ripassando in Comune abbiamo sbirciato in sala del Consiglio.
C'era una delegazione di Lega Ambiente - ricevuta dal vice sindaco - di militanti locali che accompagnavano un gruppo di giovani venuti dalla Russia, dalla Turchia, dalla Corea e da un sacco di altri posti, giovani volontari con le maniche rimboccate per sanare, secondo le loro possibilità e con la loro impavida volontà, i danni che procuriamo ai luoghi in cui viviamo.




...e quindi inevitabile - e graditissima - foto ricordo.
Il sindaco è in vacanza e dunque, oltre alle incombenze con le quali mi destreggio ormai con una certa noncuranza, a volte mi toccano  "responsabilità" che non esiterei a definire buffe.
Come ad esempio i tagli dei nastri...




e mi pare proprio che si percepisca un velo di incertezza attitudinale...
Meglio che ritorni alle rievocazioni del tempo andato, però ogni tanto un aggiornamento credo sia opportuno.
Infatti nel prossimo posterò qualche immagine degli incontri del primo festival dei blog letterari K.LIT.

domenica 15 luglio 2012

Ancora le vecchie amiche.


Ho abbandonato il blog per qualche tempo.
Sono momenti concitati, fitti di eventi culturali, nella mia piccola attuale città, e io saltabecco dall'uno all'altro,   anfitrione poco istituzionale ma partecipe.
Magari nei prossimi post ne racconto qualcosa, e anche qualche altro passaggio su Parigi, forse...
Intanto riprendo da dove ho lasciato, perchè nel frattempo Susanna sta coprendo il gap quasi trentennale che ci separa con un'intrigantissima sequenza di mail che mi regalano frammenti molto ben raccontati della sua vita che, non so se lei ne sia consapevole, è decisamente fuori dal comune.
Stiamo per rivederci. 
Appuntamento da Speedy e Mariuccia. 
Come sono confortanti questi affetti maturi, come inteneriscono e riposano...
Oltre alle mail ho ricevuto anche un paio di fotografie.
Una per un catalogo per una rassegna di danza.



 



E un'altra dei suoi 50 anni, con un suo caro amico che non c'è più e che mi par di capire le manchi molto.







Ne scatteremo sicuramente altre insieme con Speedy, e finiranno inevitabilmente qui.


E poi era arrivata anche un'altra mail da Sandra, che mi annunciava un sul programma di vacanze all'avventura con Cecilia Rosso. 
Se l'amicizia con Susanna risale all'ottobre dell'84,  quella con Cecilia e Sandra è dell'estate del '78, e loro credo siano diventate amiche proprio in quel periodo (se non è così Sandra mi smentirà).



Cecilia & Sandra



 
...Cecilia fa una bolla di chewing-gum, a Ozzano, allora...




Sandra e Frank, ad una festa di carnevale a casa della Ciochi





Kiki e Sandra, all'osteria di Silvia Mossini, che con Sandra
 ho rivisto con gioia alla presentazione del mio libro 
l'anno scorso.
Qui mi pare fossimi nell'81.







Lo stesso giorno, lo stesso posto, lo stesso pranzo.
In questa foto con Sandra c'è una ragazza che allora, a Parma, frequentava Piazza Garibaldi e il Movimento in parte descritto in "Un mestiere".
C'è una questione un po' magica che riguarda questa ragazza di cui non ho mai saputo il nome.
La notte tra l'uno e il due maggio del '94 l'ho sognata, e il sogno era così articolato, così esoterico e commovente che appena sveglio ho sentito il bisogno di annotarmelo, cosa che non avevo mai fatto e non ho più fatto poi. 
Con quell'annotazione ho ripreso a tenere un diario saltuario, abitudine che avevo interrotto nell'80.
In un certo senso grazie a lei ho di nuovo modo di andare a cercare le cose che mi occorrono per ricostruire i miei percorsi, ad esempio per questo blog.
E in un certo sensa la considero una specie di amica. Come Sandra e Susanna, e Cecilia naturalmente.
Se conoscessi qualcuno con delle vecchie amiche come queste lo invidierei.

domenica 24 giugno 2012

Vecchie amiche

Ci sono certi giorni così.
Stamattina ho trovato due messaggi, uno della Sandra Chiari di Parma che mi annuncia una mail a proposito di Paco.
Per chi ha bisogno di lumi su Sandra consultare il post di sabato 23 aprile 2011. 
In quel post ancora non sapevo che l'avrei rivista appena un mese dopo, il 25 maggio, in occasione della presentazione, organizzata dalla Ciochi a Parma, de "Il sostituto". 
Dopo, a cena,  Sandra ce l'avevo seduta alla mia destra ed è stato bellissimo averla lì e parlare come se trent'anni li avessero sottratti a qualcun'altro e non a noi.
Attendo di vedere cosa mi manderà...
Dopo quello di Sandra c'era un messaggio di Speedy che mi dice che ha rintracciato informazioni su Susanna. 
Susanna quale ?
Dice che è insegnante al Ballet du Grand Theatre de Genève e allora capisco.
Ma guarda un po' Susanna...
A questo proposito devo tornare a "Il sostituto".
Nella versione originale, che spero vedrà la luce in forma di graphic novel, c'è un personaggio immaginario, un'aiuto coreografa, che avevo costruito avendo sempre in mente lei.
Nella versione mutilata dall'editing che ha visto la luce per i tipi di Transeuropa quel personaggio, considerato superfluo dall'editor, è stato sacrificato.
Con Susanna, all'inizio del 1985, avevo scattato alcune foto di riferimento per una scena di un mio infelice cortometraggio intitolato "Neve, corvi e turbodiesel". 
Quella scena in realtà non venne mai girata, a causa di esaurimento fondi. 
Mi ero così arrangiato riprendendo le foto e usando una voce fuori campo.
Nella storia il protagonista, interpretato da Speedy, viene lasciato dalla fidanzata, interpetata da Susanna, in un luna park di periferia.
Ho cercato per un bel pezzo ma alla fine sono saltati fuori i provini delle foto di quella giornata al luna park, e anche una pagina di un mio album di scrapbooking dove ricostruisco il breve ma memorabile periodo della mia amicizia con lei.

 



 







Speedy e Susanna C. all'inizio del 1985... 




...e Susanna oggi, al centro, tra un gruppo di allievi.



Io adoro le mie vecchie amiche.

venerdì 22 giugno 2012

p.s. Antì

Ieri sera ero ad un concertino jazz all'anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra. 
C'era una bell'arietta che confortava, dopo il caldo del pomeriggio.
Me ne stavo ad ascoltare e a pensare con una specie di assonnata allegria ai fatti miei e sono successe due cose.
Prima ho trovato una soluzione per procedere nella storia che sto scrivendo e che è ferma da almeno un paio di mesi. Tenendo conto di come si è presentata sarebbe più corretto dire che lei ha trovato me. Inserendosi con un volteggio elegante tra le mie sinapsi, sulle note di una "Redemption song" di Bob Marley swingata da una signorina che cantava come Julie London.
Poi mi è venuto in mente che c'era una fotografia che ritraeva me e Antì, a Milano, durante la lavorazione di "Erba selvatica", nel 1982.
L'ho rintracciata in un vecchio album enorme, che tengo in una valigia in cima all'armadio.
Eccola.




martedì 19 giugno 2012

Antì & Paris

In una delle ultime occasioni in cui ci siamo visti a Torino Speedy  mi ha ricordato una fotografia che, a metà degli anni settanta, tenevo in cornice sulla mia scrivania. 
Grazie alla sua immaginifica descrizione, in assenza di documentazione, veniva da pensare ad una specie di postbotticelliana emersione di Venere dal mare. Suo figlio Francesco ascoltava molto interessato.
Quella fotografia è in realtà leggermente sottoesposta. Una ragazza approda gioiosamente al bagnasciuga con un movimento danzato.
Quella ragazza era Antì.


Antì Stoppelli



Nel corso di questo ormai abbastanza lungo excursus rappresentato dal blog non ho mai detto nulla di lei, se non per accenni.
Eppure Antì ha rappresentato la relazione più duratura - a parte quella attuale con Laura che dura da 25 anni - del mio viaggio sentimentale. La nostra storia è durata cinque anni, tra il '75 e l' '80.
E' iniziata quando lei era una ragazzina e io un giovanotto di belle speranze e molto infantile.


1975 - in partenza per Londra



Non è che stessimo sempre insieme, io allora vivevo molto a Parma per l'Università, lei ad un certo punto si è trasferita a Parigi, ma eravamo fidanzati, ecco. 
Tracciare ora una specie di mappa della nostra storia sarebbe complesso e in parte indelicato, ma credo che un aspetto della questione vada trattato.
L'ultima volta che ho sentito parlare di lei è stato alla presentazione de "Il Sostituto" a Torino, l'anno scorso.
Dopo la serata in libreria ci siamo spostati in un locale affollato e rumoroso di piazza Carlina. 
Ad una tavolata dove mi beavo di tutti quegli antichi affetti ritrovati, dall'altro capo del tavolo Buchi (al secolo Emanuela Barberini) mi ha detto "Antì ti manda i suoi saluti !"


 Da sinistra Giorgio, Buchi, Antì, Giulia e Pit a Vienna nel'76.



Avrei voluto chiedere molto ma sono riuscito a sapere pochissimo. 
Sta a Londra da parecchio tempo e si occupa di affari immobiliari. Sta bene. 
La musica, gli scambi di battute, i brindisi l'hanno trascinata via.
Speedy mi ha poi detto che, comunque, non è così disponibile a rimpatriate o rievocazioni nostalgiche, neppure su FB. Se ne sta appartata. 
Viaggia leggera, mi par di capire.
Per approfondire un poco di più e considerare  l'aspetto della questione di cui dicevo prima, ricordo che per lungo tempo, soprattutto all'inizio della nostra storia, l'avevo sfiancata con Parigi. 
Ero fissato con quella di Hamingway e di "Festa Mobile". 
Per me la Montagne Sainte Geneviève, la rue Mouffetard, erano il centro di un mondo cui ritenevo arbitrariamente  di appartenere. Per autoelezione.
Ebbene Antì, al contrario di me che ci andavo e venivo con assiduità fin dal 1969 senza mai tentare veramente una stanzialità, a Parigi c'è poi andata a vivere. E mica in un posto qualsiasi. S'era trovata casa in rue Rollin, dietro Place de la Contrescarpe, il cuore del mio sogno.
Oggi vive e lavora a Londra, il posto dal quale sono fuggito con la coda tra le gambe molti anni fa.




Antì Stoppelli a Vienna nel '76










E' come se avesse brillantemente portato a termine cose che io avevo intrapreso più con velleitarismo che con convinzione.
Una sera, a Parigi, siamo andati ad un concerto di Bob Dylan.







Con noi c'erano la Ciochi, Cristina Alfieri di Parma e un corteggiatore/amante di Antì, amerindio con un aria da guerriero.
Persino nelle infedeltà era più costruttiva. 
Io balzellavo di qua e di là attribuendo identità di squaw a molte delle mie migliori amiche, Antì s'era scovato un indiano autentico. Non era un Cheyenne o un Sioux, però...
Malgrado queste giovanili, inevitabili, turbolenze credo di poter dire senza tema di smentita che ci siamo voluti molto bene.
Come ho detto, nonostante le intermittenze, cinque anni offrono mille opportunità di memoria, che ovviamente tengo per me. Come credo che farebbe lei.




...à Paris...



in Normandia, con i miei stivali e il mio giubbotto.




Antì a Torino, nel '79.


L'ultima volta che l'ho vista, o meglio intravista, è stato a Roma. Sono quasi certo che fosse il 1999.
(Ho fatto le mie ricerche con i riferimenti, tra i miei papiri).
Io ero in attesa del treno per Torino e, dal momento che ho la tendenza a presentarmi in anticipo agli appuntamenti, bighellonava tra la folla, e a un certo punto l'ho vista. 
Si affrettava al binario del treno per Milano, era evidentemente in ritardo, indossava una gonna lunga e stretta e delle scarpe con tacchetti sottili che la costringevano ad un'andatura da gheisha, imbracciava riviste, portava una borsa pesante a tracolla.
Mi sarebbe piaciuto chiamarla, ma il suo treno era in partenza. 
Avrei potuto salire con lei, e poi a Milano cambiare per Torino. Non era un salto mortale, ma a volte anche piccole decisioni richiedono risolutezze che i malinconici non sviluppano.
Così le ho riservato un'ultimo sguardo di simpatia e tenerezza per quel suo andare di corsa per il mondo.






Queste poche immagini in super 8 le ho montate su  uno dei primi pezzi fatti con i Beagles. 
M'ero arrischiato su una canzone di Cole Porter che mi è sempre piaciuta molto.
Per tutti quelli che amano Parigi.